Termini e condizioni d'uso

In questa sezione trovi tutte le normative riguardo ai termini e le condizioni d’uso che Bricosuperabbigliamento deve rispettare.

sulla Legge applicabile al contratto di vendita

La materia è regolata nell’ambito dell’Unione Europea, dal regolamento n. 593/2008 che prevede:

Il contratto è disciplinato dalla legge scelta dalle parti. Le parti possono designare la legge applicabile a tutto il contratto ovvero a una parte soltanto di esso. Le parti possono convenire, in qualsiasi momento, di sottoporre il contratto ad una legge diversa. Se la legge scelta è quella di un paese diverso da quello con il quale il contratto presenta il collegamento più stretto, le disposizioni di quest’ultima legge devono essere rispettate. Se il contratto si collega a uno o più Stati membri, la legge applicabile scelta, diversa da quella di uno Stato membro, non deve essere in contraddizione con le disposizioni del diritto dell’Unione.

Art. 1326 codice civile: Conclusione del contratto

Proposta: dichiarazione mediante la quale una parte manifesta all’altra l’intenzione di vincolarsi ad un contratto, indicandone tutti gli elementi essenziali.

Accettazione: dichiarazione mediante la quale la parte (oblato) cui è diretta la proposta manifesta l’intenzione di accoglierla in tutti i suoi elementi.

(1) Proposta e accettazione sono le dichiarazioni che permettono alle parti di raggiungere l’accordo sul contratto. Di regola, i contratti si perfezionano (sono conclusi e vincolano le parti) nel momento in cui si forma l’accordo tra le parti (principio consensualistico). Quando la contrattazione avviene tra persone presenti nel medesimo luogo, il contratto è concluso nel momento e nel luogo in cui la proposta è accettata; quando, invece, le parti contrattuali non si trovano nel medesimo luogo (es.: contratti che si formano mediante lettera, telegramma, messaggero o nuncio) l’accordo è raggiunto nel momento in cui la parte che ha fatto la proposta giunge a conoscenza dell’accettazione. Costituiscono un’eccezione alla regola del principio consensualistico i contratti reali, per i quali è richiesto, oltre al consenso, la consegna della cosa, oggetto del contratto, alla controparte (es.: il comodato [v. 1803]).

(2) Sui contratti negoziati fuori dei locali commerciali e sui contratti a distanza, cfr. artt. 45-67, d.lgs. 6-9-2005, n. 206 (Codice del consumo). Particolari disposizioni vigono per la conclusione dei contratti stipulati attraverso internet e per posta elettronica. Di solito si ricorre al sistema dell’offerta al pubblico, attraverso una proposta su internet alla quale il cliente aderisce, premendo un tasto di conferma. Il d.lgs. 9-4-2003, n. 70, con riferimento al commercio elettronico, nell’intento di assicurare una maggiore tutela del cliente, dispone che, oltre agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi, chi pubblicizza un’offerta deve fornire in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile, prima dell’inoltro dell’ordine da parte del destinatario del servizio, precise informazioni riguardanti, tra l’altro: le tecniche da seguire per la conclusione del contratto; il modo in cui il contratto concluso sarà archiviato e le relative modalità di accesso; i mezzi tecnici messi a disposizione del destinatario per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l’ordine al prestatore. Inoltre, le clausole e le condizioni generali del contratto proposte al destinatario devono essere messe a sua disposizione in modo che gli sia consentita la memorizzazione e la riproduzione.

(3) È previsto un termine di efficacia della proposta: questo viene stabilito dal proponente, oppure è quello richiesto dalla natura dell’affare o dagli usi. L’accettazione deve pervenire entro tale termine, altrimenti non ha effetti giuridici.

(4) L’accettazione deve avere la forma richiesta dal proponente e non ha effetto se è data in forma diversa.

(5) L’accettazione dev’essere totalmente corrispondente alla proposta. Le modifiche apportate, alla proposta, anche se secondarie, non valgono come accettazione bensì come controproposta, ossia come nuova proposta.

È discusso se il silenzio di una parte di fronte ad una proposta contrattuale abbia valore positivo di accettazione o negativo di diniego.

Di norma, il silenzio non ha alcun valore negoziale. Si ritiene, però, che il silenzio valga come accettazione della proposta, quando sia accompagnato da particolari circostanze, oggettive e soggettive, che inducano ad escludere una volontà diversa da quella dell’adesione alla proposta (silenzio circostanziato).

Art. 64 c.d.c. Codice del Consumo

  1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall’articolo 65, commi 3, 4 e 5.
  2. Il diritto di recesso si esercita con l’invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si intende spedita in tempo utile se consegnata all’ufficio postale accettante entro i termini previsti dal codice o dal contratto, ove diversi. L’avviso di ricevimento non e’, comunque, condizione essenziale per provare l’esercizio del diritto di recesso.
  3. Qualora espressamente previsto nell’offerta o nell’informazione concernente il diritto di recesso, in luogo di una specifica comunicazione e’ sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al comma 1, della merce ricevuta.

Art. 33 c.d.c.: le clausole vessatorie

L’art. 33 del Codice del consumo di luci il testo dell’art. 1469 bis c.c., con esclusione della nozione di consumatore.
Il primo comma dell’articolo in esame definisce come clausole vessatorie quelle che, nel contratto concluso tra il consumatore e il professionista, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
L’ambito di applicazione soggettivo della disciplina risulta delimitato ai contratti conclusi tra un professionista sia un consumatore.